BARI – Ragazzini sempre più dipendenti da Internet, genitori che non riescono a stare al passo con la tecnologia e si rivelano incapaci di porre controlli. Figli che vivono da inconsapevoli in un mondo «social», contemporaneamente al sicuro in casa (secondo i genitori) e pericolosamente esposti a nuove forme di violenza. Nell’ambito della giornata internazionale per i diritti dei minori, l’Associazione avvocati matrimonialisti di Bari ha organizzato per venerdì 20 novembre presso villa Romanazzi-Carducci il seminario «La rete telematica nelle dinamiche familiari e tutela dei minori» che vedrà attorno al tavolo avvocati, magistrati, assistenti sociali, psicologhi, giornalisti e funzionari della Polizia postale.
Si cercherà di fare il punto su temi fortemente attuali, che spesso trovano spazio sui giornali o televisioni solo quando i bambini restano vittime di pericoli creati da adulti manipolatori e sottovalutati dai genitori.

«La responsabilità di fronte alle nuove tecnologie va sviluppata e coltivata – spiega Andrea Sales, psicoterapeuta e docente presso l’Università degli studi di Padova – ed è compito dei genitori ed educatori crescere figli responsabili»; ma come possono fare dei genitori che, cresciuti in un sistema di riferimento completamente differente, spesso si trovano a subire una tecnologia a loro ignota? Un aiuto lo possono dare i rappresentanti della Polizia delle Comunicazioni che da anni promuovono progetti e campagne di sensibilizzazione per far comprendere come un cattivo uso di smartphone o tablet può veramente mettere il minore in seri pericoli.

«Abbiamo deciso di organizzare questo incontro a tutela dei minori – spiega Rosa Angela Martucci Zecca, presidente Ami Bari -. Sempre più spesso la cronaca riporta casi dolorosi con i ragazzi vittime di cyberbullismo o stalking, è importante allora che tutti gli operatori che si occupano o dovrebbero occuparsi di minori si siedano attorno ad un tavolo per capire come arginare i pericoli e come interagire a difesa dei più giovani».
Perché nonostante i nostri figli siano la generazione 2.0, bravissimi nell’usare le nuove tecnologie, sono contemporaneamente i più vulnerabili. «Come prima regola non dovremmo concedere ai più piccoli di usare con troppa facilità la rete o gli smartphone – sottolinea l’avvocato Martucci Zecca – e vigilare, sempre». Il convegno dell’Ami è un evento accreditato dall’Ordine degli avvocati di Bari e degli assistenti sociali di Puglia per ottenere crediti formativi.

Tratto dalla gazzettadelmezzogiorno.it

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