È stato firmato lo scorso 15 febbraio 2013 il decreto dirigenziale interno al Ministero della Giustizia che istituisce la banca dati relativa ai minori dichiarati adottabili, nonché ai coniugi aspiranti all’adozione nazionale ed internazionale.
La banca dati è costituita presso il Dipartimento per la Giustizia Minorile ed è organizzata in modo da assicurare l’integrità, la riservatezza e la disponibilità dei dati, nonché l’identificazione dei soggetti che accedono agli stessi previa registrazione con annotazione dei dati identificativi dell’utente. La banca è destinata a contenere informazioni sulle coppie aspiranti alle adozioni e sui bambini adottabili e risponde alla finalità di permettere incroci tra i dati riportati, con l’obiettivo di imprimere un’accelerazione alle procedure di adozione.

Ci sono voluti ben dodici anni per arrivare alla istituzione della detta banca dati, resa obbligatoria dalla L. 149/2001 art. 40 ma che il Ministero non ha mai realizzato finché non è stato costretto dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che, con sentenza del 1° ottobre 2012, ha accolto un ricorso dell’Associazione Amici dei Bambini, proposto come class action, riconoscendo l’inadempienza del Ministero, condannato a provvedere entro i successivi 90 giorni. Pur se con un mese e mezzo di ritardo rispetto alla scadenza imposta, il Ministero della Giustizia ha finalmente annunciato l’istituzione della banca dati.
Accanto ai minori adottabili dovranno essere inserite nella banca dati le coppie disponibili all’adozione e perfino le persone singole disponibili nei casi di cui all’art. 44 della L. 184/1983, come sostituito dalla L. 149/2001 (cd. adozione in casi particolare).
Aggiornata con cadenza trimestrale, la banca deve contenere i seguenti dati personali:
a) quanto ai minori dichiarati adottabili: dati anagrafici, condizioni di salute, famiglia di origine ed eventuale esistenza di fratelli, attuale sistemazione, precedenti collocamenti, provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile, dati contenuti nei certificati del casellario giudiziale per i minorenni e ogni altra informazione idonea al miglior esito del procedimento;
b) quanto ai coniugi aspiranti all’adozione nazionale e internazionale epersone singole disponibili all’adozione: dati anagrafici, residenza, domicilio, recapito telefonico, stato civile, stato di famiglia, dati anagrafici dei genitori della coppia o della persona singola aspirante all’adozione, condizioni di salute, condizioni economiche, caratteristiche socio-demografiche della famiglia, motivazioni, altri procedimenti di affidamento o di adozione ed il relativo esito, dati contenuti nei certificati del casellario giudiziale e ogni altra informazione idonea al miglior esito del procedimento.
L’accesso alle informazioni contenute nella banca dati e il rilascio di copie ed estratti è riservato ai magistrati dei Tribunali per i minorenni e delle Procure presso i Tribunali per i minorenni cui sia attribuita la trattazione dello specifico procedimento di adozione nonché ai magistrati degli altri uffici della giurisdizione minorile autorizzati dal capo dell’ufficio. La consultazione è inoltre consentita al personale appartenente agli uffici della giurisdizione minorile, previa autorizzazione da parte del capo dell’ufficio, nonché agli interessati, con riferimento ai soli dati personali.
La banca dati sarà effettivamente attiva non appena il decreto dirigenziale, a firma del capo dipartimento della giustizia minorile e del responsabile per i sistemi informatici, verrà effettivamente pubblicato. La sua concreta operatività dovrebbe assicurare una maggiore trasparenza nelle procedure di adozione e consentire altresì una riduzione dei tempi delle stesse. I Tribunali per i minorenni avranno infatti un quadro completo della reale situazione delle richieste di adozione di bambini che si trovano in stato di adottabilità, favorendo una loro rapida collocazione presso gli aspiranti genitori che ne facciano richiesta. Peraltro, la banca dati dovrebbe anche agevolare la sistemazione di quei bambini, o adolescenti, il cui stato di adottabilità sia stato dichiarato tardi, o che si trovano in situazioni particolari perché ammalati, portatori di handicap, rifiutati in precedenti adozioni, o con problemi relazionali. Infatti, l’intersezione e la combinazione dei dati disponibili offrono una scelta più ampia, con conseguenti maggiori possibilità di riuscita di quei tipi di adozione riconosciuti come meritevoli di particolare attenzione.
Non resta, pertanto, che aspettare la pubblicazione del decreto per constatare l’efficacia di questo importante strumento, avendo in ogni caso ben presente che, ai fini della riuscita dell’adozione, l’incrocio astratto dei dati non potrà mai sostituire la prova concreta sul campo.

Tratto da diritto.it

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