E’ di pochi giorni or sono l’ennesimo e drammatico episodio di violenza domestica e sottrazione di minori avvenuto a Bologna. Nel settembre scorso il violento marito (originario di Kiev) ha picchiato a sangue la propria moglie, una signora di origine ucraina, che è stata costretta a oltre venti giorni di ospedale subendo alcuni delicati interventi chirurgici. Così facendo, grazie al pronto intervento delle Forze dell’Ordine e all’alta vigilanza della Magistratura all’energumeno è stato imposto un allontanamento forzato. Purtroppo, in disprezzo delle disposizioni, l’ex-marito si è allontanato, complice una scarsa attenzione degli assistenti sociali, dalla città portando i due figli (di 11 e 13 anni) nella lontana Kiev.

L’episodio ripropone con forza la questione, irrisolta, dei figli contesi e della sottrazione internazionale di minore.

Con l’avvento dei matrimoni misti e/o con l’aumento di cittadini stranieri sono aumentati in modo esponenziale i casi di genitori, padri o madri, che alla fine della relazione sottraggono i figli riportandoli nel paese d’origine. Il dramma vissuto dai piccoli è sotto gli occhi di tutti: figli che si trovano a vivere in un paese che non conoscono e spesso senza conoscere la lingua, a frequentare luoghi e scuole nuove, a perdere tutte le certezze.

La sottrazione internazionale di minore è un reato previsto e punito dal nostro ordinamento all’art. 574 del codice penale sulla sottrazione di persona incapace con la reclusione da uno a tre anni; la Cassazione con la sentenza n.5902 del 6 febbraio 2013 ha stabilito che la madre che impedisce al padre di incontrare il figlio è colpevole del reato di sottrazione del minore e/o mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del Giudice oltre a ledere il diritto del coniuge di esercitare il proprio ruolo genitoriale. Ebbene, ciò nonostante spesso accade che il rimpatrio del minore non venga subito eseguito dal giudice straniero ovvero che ottenuto l’ordine di rimpatrio quest’ultimo non venga eseguito dalle forze dell’ordine in loco e se a ciò si aggiunge l’inadeguatezza delle misure previste dall’art. 574, resta l’amara consapevolezza che a farne le spese sono ancora una volta i figli.

Avv. Katia Lanosa

Tesoriere Nazionale AMI

Presidente AMI Emilia Romagna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi i prossimi articoli dell'AMI
Inserisci la tua email:

Poi, inserisci il codice di verifica e completa l'iscrizione. Ricordati di cliccare anche sul link di conferma che riceverai nella tua email.


Commenti agli articoli

No Banner to display

  •  Fortunato Rocco Aquino
    "Caro collega che la terra ti aia liece "
    Leggi tutto...
  •  Александр
    "30 LUGLIO 2019 Con l ordinanza n. 9990 del 10.04.2019... "
    Leggi tutto...
  • Dopo »
Feb
5
ven
15:00 “Il Conflitto familiare – Rifles... @ Pescara - webinair
“Il Conflitto familiare – Rifles... @ Pescara - webinair
Feb 5@15:00–18:00
“Il Conflitto familiare – Riflessioni giuridiche e psicologiche” @ Pescara - webinair
Per l’evento verrà presentata richiesta di accreditamento al CNF per il riconoscimento crediti formativi per la formazione professionale continua Avvocati. Per prenotarsi occorre effettuare la registrazione al seguente link https://us02web.zoom.us/webinar/register/ WN_Y8G1q528Swu9hQl6m5HQWw . La partecipazione è[...]
Mar
12
ven
15:00 Master in diritto penale di fami... @ Webinar - Roma
Master in diritto penale di fami... @ Webinar - Roma
Mar 12@15:00–Ott 29@18:00
MASTER DIRITTO PENALE DELLA FAMIGLIA Master a cura dell’AMI (Associazione Matrimonialisti Italiani) in collaborazione con StudioCataldi.it – In Videoconferenza su ZOOM Dal 12 marzo 2021 al 29 ottobre 2021 (ogni venerdì dalle 14:00 alle 17:00), 34 moduli[...]

AMI TV

Iscriviti alla newsletter dell'AMI

Ricevi nella tua casella di posta elettronica tutte le novità dell'AMI.
Rispondi al sondaggio