La "famiglia di fatto" abbatte il redditometro.

Gli effetti della convivenza more uxorio, ai fini fiscali, vanno equiparati a quelli prodotti dal matrimonio, con la conseguenza che, laddove venga accertato un maggior reddito in capo ad un contribuente, bisogna tener conto del reddito del convivente e dell’aumentata capacita’ contributiva generata dalla coppia di fatto.

Sono queste, scrive Italia Oggi, le innovative conclusioni a cui giunge la prima sezione della Ctp di Milano nella sentenza n.271/01/12.

Nelle motivazioni della sentenza, che appaiono per cio’ stesso ancora piu’ interessanti, si richiama il concetto di famiglia adottato in ambito penale, mancando dei riferimenti specifici, tanto normativi quanto giurisprudenziali, nella materia amministrativa e tributaria.

Avv. Claudio Sansò

Coordinatore AMI NAZIONALE

tratto da Italia Oggi

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