ROMA – Venti appartamenti con un saloncino e angolo cottura, una stanza per dormire con due letti e un bagno. Accesso indipendente ma locali comuni dove giocare, condividere esperienze e vivere  insieme per sentirsi “a casa”. Sarà questa la realtà della “casa dei papà separati”, struttura di appoggio per padri separati e indigenti ideata dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Roma per sopperire alla povertà in cui si trovano a vivere moltissimi uomini separati dopo la separazione.

E per venire incontro anche ai figli che spesso non possono vedere i propri padri perchè non vivono in un luogo “degno e idoneo”. A parlarne questa mattina al Campidoglio c’erano l’assessore alle Politiche sociali del comune di Roma Sveva Belviso, Tiberio Timperi, testimonial dell’iniziativa, Maria Pia Sabatini, avvocato, Maria Bisegna, presidente dell’associazione “Nonni genitori di padri separati” e Tiziana Arsenti, presidente di “Padri separati onlus”.

“Le separazioni delle coppie con figli – ha spiegato Belviso – oltre ad un trauma personale comportano un improvviso aumento delle spese con un impoverimento generale della famiglia. A precipitare nel disagio economico sono soprattutto i genitori non afffidatari, solitamente i papà che, oltre a versare l’assegno mensile devono contestualmente lasciare la propria dimora”. È per loro che è stata pensata quindi una struttura di appoggio, dove i padri indigenti possono appoggiarsi per un massimo di 12 mesi pagando una canone di affitto simbolico di 200 euro.

Il bando, che scadrà il 16 novembre, prevede anche un sostegno psicologico e sociale degli uomini che saranno accolti nei mini appartamenti.


Il progetto romano segue quello di Bolzano e Genova, che hanno già inaugurato esperienze di case per genitori separati. Una commissione esaminatrice valuterà i parametri per accedere al progetto pilota ma a essere favoriti saranno a parità di Isee coloro che hanno i figli affidati ai servizi sociali perchè diffidati anche dalla custodia materna.


Tratto da diregiovani.it

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