Minacciare di diffondere le immagini “hard” dell’ ex amante, dopo la conclusa relazione, è violenza privata: con questa motivazione i giudici della Cassazione hanno confermato la condanna per un uomo della provincia di Caserta che aveva filmato alcune scene dei rapporti sessuali avuti con una donna sposata, minacciando in seguito di diffonderli se fosse tornata a vivere con il marito.



La Suprema Corte ha osservato che gli sms inviati al marito della donna, adombrano in modo palese un’ ulteriore condotta di violenza privata, ai danni del marito della vittima e denotano comunque “la conferma solare della violenza morale attuata nei confronti della donna”. Una pluralità di intenti che ribadisce e non esclude il dolo specifico dell’ illecito contestato teso a far riprendere, invece, la relazione clandestina.



La vicenda è finita in tribunale e l’uomo è stato condannato in primo grado per tentata violenza privata ai danni della donna. La condanna ad una pena pecuniaria era stata confermata anche in secondo grado ed ora, dopo il ricorso dell’uomo, la Cassazione l’ha nuovamente confermata. 


Nota di Cesira Cruciani Cassazione penale , sez. V, sentenza 31.07.2009 n° 31758

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