I dati sulla situazione degli anziani in Italia aggiornati al 30 marzo 2008  raccolti ed elaborati dal Centro Sudi dell’Associazione Matrimonialisti Italiani descrivono una situazione “di piena emergenza”.


FIGLI RITORNANO – “In Italia – spiega il presidente AMI Gian Ettore Gassani – compongono la terza età circa 12 milioni tra uomini e donne con età uguale o superiore a 65 anni. Anziani che non solo non vengono adeguatamente supportati dalle strutture e dalle politiche sociali ma che addirittura sovente si trovano nella condizione di dover (ri)aiutare i giovani della propria famiglia”. Dalle statistiche emerge infatti il “vertiginoso aumento di figli ultra maggiorenni che, in seguito a separazioni e divorzi, tornano a vivere nella propria famiglia originaria chiedendo ospitalità e mantenimento ai propri genitori anziani”. Il fenomeno ha riguardato al 30 marzo 2008 “circa 500 mila figli con unioni fallite alle spalle”.


CASE e LAVORO – “Nel 30% dei casi gli anziani acquistano le case per i propri figli o li avviano ad attività professionali o commerciali. Nel Mezzogiorno le pensioni degli anziani consentono la sopravvivenza di interi nuclei familiari”.   


NONNI SITTER – “Nel 50% dei casi gli anziani si occupano dei nipotini svolgendo così il ruolo di nonni-sitter”.


BADANTI – “In cambio gli anziani hanno poco o niente: quando si trovano in difficoltà spesso sono affidati a badanti, indirizzati verso le case-albergo o lasciati soli. Tale fenomeno lievita nei periodo estivo: lo svuotamento delle città aumenta il senso di solitudine e di abbandono. A Roma e Milano risultano carenti le attività ricreative e culturali dedicate al mondo della terza età gratuitamente usufruibili dagli anziani. Nel sud tale fenomeno è meno grave: spesso gli anziani vivono in famiglia, le città si svuotano meno rispetto a quelle del nord ed esiste un diverso grado di solidarietà sociale atteso che spesso gli anziani in difficoltà vengono curati anche dai vicini di casa”.      


 dal DISAGIO al MATRIMONIO – “Le cause sopra descritte determinano un netto aumento di disagi psicologici fra gli anziani che in almeno un milione convivono con badanti, in gran parte straniere, non avendo più riferimenti familiari. Di qui il costante fenomeno dei matrimoni tra nonnini e giovanissime ragazze per lo più provenienti dall’est europeo. Spesso i familiari si ricordano degli anziani solo quando li ‘utilizzano’ per i nipotini o quando si accorgono di aver perso parte dei beni in favore delle nuove compagne conviventi (le badanti, appunto) dei propri congiunti”.


 


 


TRIBUNALE – “Di conseguenza aumentano le procedure finalizzate al blocco dei beni avviate da familiari interessati soltanto alla ‘loro’ fetta di eredità. Di fatto una cospicua parte di nostri anziani risulta sostanzialmente ostaggio e strumento dei propri familiari: ‘polli da spennare’ al termine di una vita durante la quale, spesso, svezzati i nipotini vengono del tutto slegati dal contesto familiare”.


MODELLO CULTURALE – “A parere dell’AMI urgono politiche culturali, sociali, mass mediatiche oltre che giudiziarie tese all’effettivo rispetto sostanziale dei diritti della terza età. Non è più accettabile solo affrontare ed impegnarsi per battaglie contro la violenza a donne e bambini. Ogni giorno, in ogni momento, si perpetrano forme subdole di violenza e prevaricazione anche nei confronti degli anziani emarginati, vessati economicamente e sentimentalmente, utilizzati come baby sitter, controllati nelle loro scelte economiche e di relazioni interpersonali. La solitudine, quella voluta ed imposta dagli altri, è una delle più devastanti forme di violenza”. 
 


CENTRO STUDI AMI
Ricerca aggiornata al 30 marzo 2008


• Circa 12 milioni anziani in Italia (età uguale o superiore a 65 anni).


Stato civile
• 64% coniugato
• 28% vedovo/a 
• 7% celibi/nubili
• 82% dei maschi è coniugato
• 48% delle donne è coniugato
• 10% dei maschi è vedovo
• 41.4% delle donne è vedovo


Condizione sociale
• Circa 2.500.000 non autosufficienti con particolare incidenza al nord (18.4% in Lombardia) e meno al sud (11% in Molise).
• 3.5% assistiti domiciliarmente in Italia a fronte del 20% di Norvegia, Svezia e Danimarca. 
• 33% fa fatica a sostenere le spese mediche.


 


FOCUS ROMA – Al Centro Studi dell’Associazione Matrimonialisti Italiani risulta che nel Lazio risiedono circa 1 milione di anziani (con età uguale o superiore a 65 anni) di cui, nella città di Roma, vivono non meno di 550 mila (1 ogni 5 abitanti). Di questi 550 mila circa 130 mila vivono in condizioni di povertà. 


A Roma i matrimoni con almeno uno straniero sono il 23% del totale (tra cui quelli con entrambi i coniugi straneri quasi l’11%). I matrimoni misti tra anziani italiani e giovani straniere, nella Capitale, sono circa 1.500 ogni anno.


In media, a Roma, l’80% dei matrimoni misti finisce in Tribunale per la separazione.
Una coppia mista dura in media 8 anni a Roma e 7 anni a Milano.
I figli spesso rappresentano l’elemento più critico nei matrimoni tra cristiani e musulmani.
In Nord Africa,infatti, i figli sono la potestà esclusiva del padre (In Italia vi è stata fino al 1975….).


Così come è da considerare che negli ultimi due anni Roma è stata la città che ha fatto registrare il più alto incremento di stranieri con un aumento di circa 60.000 nuovi arrivi all’anno, con un tasso  del 22,1% doppio rispetto a quello nazionale che è del 10.1%. 

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