“Ormai il divorzio breve è virtualmente una realtà: manca solo il sigillo del Senato ma i giochi sono fatti”, così l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani.

 

 “ L’Italia volta pagina e il dato che fa riflettere – spiega l’avv. Gassani – è l’assoluta trasversalità del voto della Camera che ha approvato la proposta di legge. L’Italia è profondamente cambiata così come i costumi e il comune sentire degli italiani. In 40 anni nel nostro Paese vi sono stati forti cambiamenti sociali e giuridici, come da nessun altra parte del mondo”.

 

E precisa: “Tuttavia c’è ancora molto da fare per dare una dignità al nostro diritto di famiglia. Occorrerà rendere facoltativa (e non obbligatoria) la separazione e urge una regolamentazione delle coppie di fatto etero ed omosessuali, perché l’Italia resta l’unico Paese tra i grandi d’Europa a mantenere un diritto di famiglia assolutamente conservatore, molte volte in dispregio dei diritti fondamentali dell’uomo”.

 

 

2 risposte a Divorzio breve, il primo passo per la riforma del diritto di famiglia in Italia

  • MACCARRONE SALVATORE scrive:

    Occorrerebbe anche che si rendessero effettivi i diritti del minore e di fatto paritaria la partecipazione alla crescita ed all’educazione da parte di entrambi i genitori senza eludere la legge con appesantimenti verso i padri che di fatto squilibrano tale partecipazione ed in particolare il preconcetto di domiciliare sempre il minore presso la madre senza valutare preventivamente la reale capacità del padre di assolvere, come se non meglio della madre ai compiti genitoriali. Resta ferma la necessaria, paritaria partecipazione e presenza di entrambi i genitori. Che si facci togliere il vizio ai magistrati di scrivere provvedimenti immotivati che apparentemente permettono il figlio anche al padre. Caro padre lei può vedere il figlio ogni giorno però suo figlio e collocato sulla luna. Oppure lo si sottopone a pesi gravissimi compresi assegni per il minore che nulla hanno a che vedere con i bisogni del medesimo da gestire autonomamente ed incontrollatamente la madre. Ancora, intervenire subito, massimo la seconda volta, sul genitore che non permette all’altro di vedere il figlio intimandogli di cessare quel comportamento altrimenti gli viene tolta la domiciliazione. Chiaramente ci si riferisce a casi in cui indifferentemente il minore potrebbe essere domiciliato presso l’uno o l’altro genitore.

  • francesca bacci scrive:

    Caro signor maccarone lei ha scritto la sacrosanta verita , e’mai possibile che persone cosi erudite abbiano i paraocchi .i padri sono sempre penalizzati a prescindere , e ai bambini nessuno da voce , le decisioni dei giudici accontentano spesso le madri e non i figli. Non vi arrendete padri , lottate uniti per una giustizia vera.

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