È Cagliari la capitale degli addii più litigiosi. Nel Tribunale del capoluogo sardo le separazioni e i divorzi contenziosi, vale a dire quelli in cui tra marito e moglie non c’è accordo, l’anno scorso sono stati quasi il doppio di quelli consensuali. E insieme a Cagliari i Tribunali di Foggia, Taranto, Palermo e Santa Maria Capua Vetere hanno l’indice di litigiosità più alto nelle questioni di coppia negli ultimi quattro anni.

Se al Sud è più frequente lasciarsi male, l’accordo tra gli ex è la norma nel centro Italia: ad Ancona l’anno scorso i procedimenti contenziosi sono stati un terzo di quelli consensuali. E anche a Firenze e Bologna i coniugi che si presentano in Tribunale senza avere questioni in sospeso sono la maggioranza.

Questo è quel che emerge mettendo a confronto i procedimenti di separazione e divorzio sopravvenuti in 20 tribunali italiani.

 Dopo anni di calo costante, l’anno scorso i divorzi sono aumentati quasi ovunque. È l’effetto del “divorzio breve”: la legge 55, entrata in vigore il 26 maggio del 2015, ha ridotto il tempo che deve trascorrere dopo la separazione prima di poter chiedere il divorzio. Se fino a un anno fa l’attesa di marito e moglie durava tre anni, ora per chiudere definitivamente il matrimonio bisogna aspettare un anno, se la separazione è contenziosa, o sei mesi, se tra i coniugi c’è accordo. E i nuovi tempi brevi hanno debuttato da subito anche per chi era già separato. Di fatto, quindi, i coniugi in stand by hanno sfruttato l’apertura anticipata della porta del divorzio.
A crescere sono stati soprattutto i procedimenti contenziosi, anche perché per quelli consensuali da fine 2014 si può evitare il Tribunale. I matrimoni, infatti, si possono chiudere anche in Comune o nello studio di un avvocato, con la negoziazione assistita.
Fonte http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/05/30/14380/

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