“La rivoluzionaria sentenza della Corte di Strasburgo, secondo cui nelle coppie omosessuali i partner devono avere il diritto ad adottare i figli dei compagni, ha sancito dei principi validi per tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa”, così l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani.

 

“Si tratta – sostiene l’avv. Gassani – dell’ennesima ed importante affermazione del principio di non discriminazione, rivolta ad orientare tutte le future  decisioni concernenti i diritti umani”.

 

E spiega: “In definitiva, la Corte di Strasburgo lascia liberi i Paesi dell’Unione Europea di decidere se autorizzare o meno i conviventi a procedere all’adozione ma impone a tutti gli Stati di non fare differenze tra coppie omosessuali ed eterosessuali. Per questa ragione nell’ipotesi in cui in un Paese concedesse l’adozione alle coppie eterosessuali, non potrebbe poi negarla a quelle omosessuali. Questo è il senso della sentenza, in linea con gli articoli 8 e 14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”.

 

“E’ un provvedimento –  secondo il presidente dell’AMI –  che dà una spallata definitiva ad ogni sorta di discriminazione legata all’orientamento sessuale delle persone”.

Infine: “In ogni caso in Europa restano aspri i dibattiti sulla possibilità degli omosessuali di procedere all’adozione, siano essi sposati o conviventi. Tuttavia, i giudici dell’Unione Europea dovranno tenere conto che non esiste un diritto degli adulti all’adozione ma esiste solo il diritto del minore ad essere adottato e in nome di questo diritto bisogna confrontarsi con grande serenità”.

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