Secondo la Suprema Corte (Sentenza n. 16923/12, depositata il 4 ottobre 2012), la dichiarazione dei redditi inferiore a quella presentata in costanza di convivenza, non è un elemento sufficiente per attestare la difficoltà economica dell’imprenditore e, quindi, l’impossibilità a sostenere uno sforzo tale da consentire al figlio di mantenere il tenore di vita analogo a quello osservato durante la convivenza dei genitori. La documentazione fiscale e il conseguente peggioramento delle condizioni economiche del padre, infatti, sono stati considerati dagli Ermellini come elementi secondari perché smentiti dalla “disponibilità di beni di valore” come macchine di pregio e giro d’affari risultante dai bilanci. Né è stata data rilevanza alla circostanza, altrettanto importante, della nascita di un’altra figlia, frutto di una nuova relazione amorosa. Queste motivazioni non hanno impedito, pertanto, alla Suprema Corte di confermare quanto deciso in Appello e di ritenere fuori dubbio la possibilità del padre di poter provvedere al mantenimento del figlio senza problema alcuno.

 

Avv. Marianna Grimaldi

Segretario A.M.I. Salerno
 

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