“L’AMI saluta con grande soddisfazione il voto favorevole della Camera che mira ad equiparare il cognome materno a quello paterno”, così l’avv. Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani.

 

E spiega: “La sentenza della Corte Europea di Strasburgo, che aveva condannato l’Italia (per l’ennesima volta) per la violazione del principio di parità fra i sessi, peraltro sancito in via definitiva dal Trattato di Lisbona del 2007, ha evidentemente fatto scuola. Del resto, nel nostro codice non esiste una norma che preveda l’attribuzione del cognome paterno ai figli. Si tratta di una consuetudine che abbiamo mutuato dal diritto romano, l’ultimo baluardo del patriarcato”.

 

“L’AMI ha da sempre combattuto – afferma il matrimonialista –  per abbattere qualsiasi discriminazione del nostro diritto di famiglia. Restano, tuttavia, da risolvere problemi di carattere applicativo di questa riforma che è una svolta del nostro diritto di famiglia e della nostra cultura”.

 

Infine: “L’augurio è che la libertà di scelta nell’attribuzione del cognome ai figli diventi legge, per portare finalmente l’Italia in Europa anche da questo punto di vista”.

 

 

 

 

2 risposte a Cognome ai figli: verso la libertà di scelta e contro l’ultimo baluardo del patriarcato

  • Carlo Orecchia scrive:

    Da persona “potenzialmente interessata”, col cognome che mi ritrovo, ritengo sia una delle cose che come priorità avrei messo insieme al diritto di impiantarsi le branchie per fare scuba. Ovviamente a spese del SSN.

    Fuori di battuta ricordo che le Corti Europee hanno condannato l’Italia per cose molto più gravi, tra cui (per restare in tema di famiglia) il fatto che le cause di separazione vedano l’applicazione di sentenze “automatiche e stereotipate” sistematicamente a danno dei mariti.

    Chissà..

    …magari il cognome di mio padre me lo terrei senza problemi mentre se potessi riavere la casa comprata coi soldi regalatimi da mia madre, in cui dentro ora ci abita mi suocera, ne sarei più contento. E pure mia madre, che “in quanto donna” si sente umiliata da una giustizia che condanna i figli maschi “in quanto maschi”.

  • Enrico Domenis scrive:

    E’ tutto coerente, i figli sono proprietà della madre e quindi è giusto che ne assumano il cognome. Peraltro, quali erano gli altri “baluardi del patriarcato”?

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