La mediazione familiare è un percorso di aiuto alla coppia che decide di porre fine al proprio vincolo matrimoniale al fine di consentire loro di poter concordare in prima persona gli accordi di separazione che andranno a regolare la loro vita futura e dei loro figli. E’ uno strumento che rappresenta per la coppia in fase di separazione, separata o divorziata o per persone legate da rapporto di parentela, una valida alternativa alla tradizionale via giurisdizionale, in un contesto neutro, protetto e assolutamente riservato dove il mediatore con una formazione certificata, in un’ottica di imparzialità, di neutralità e di equivicinanza, accompagna le parti, attraverso la negoziazione ragionata, a raggiungere accordi concreti e duraturi in grado di soddisfare i bisogni di tutti i membri della famiglia che possono riguardare l’affidamento dei figli, i periodi di visita, la gestione del tempo libero l’eventuale assegno di mantenimento e la divisione dei beni.

I benefici per la coppia che accetta il percorso di mediazione familiare sono molteplici, sia a livello individuale, relazionale ed economico. In tale contesto si ha finalmente la possibilità di poter esprimere le proprie emozioni, lavorando sulla elaborazione del lutto legato alla separazione, recuperando una maggiore stima di se nella ridefinizione della propria identità personale. Il conflitto diventa quindi un’occasione di incontro e non di scontro, dove l’opportunità di guardarsi dentro e di confrontarsi in maniera costruttiva e non distruttiva con l’altro diventa momento di apprendimento, dove la sensazione di indefinitezza, di confusione o di timore legata al particolare momento di criticità, si trasforma, in un contesto di accoglienza e di accompagnamento, in senso di sicurezza, autodeterminazione ed autostima, tali da restituire alle parti in conflitto quella serenità necessaria per essere in grado di poter assumere decisioni che regoleranno la propria vita e la relazione con i figli in prima persona, restituendo agli ex coniugi il potere di trovare da soli la soluzione al loro problema senza che un terzo delegato, che nulla conosce della storia e dei sentimenti della coppia, possa decidere per loro. La mediazione si propone quindi di diminuire la litigiosità tra gli ex coniugi, i cui effetti negativi si ripercuotono purtroppo sui figli, che senza averne nessuna colpa, si trovano al centro di situazioni dolorose in cui i genitori, fermi nelle loro rispettive posizioni, continuano a rimanere nei loro conflitti, utilizzando i figli per ferire l’altro coniuge.

In tale contesto il conflitto diventa opportunità di cambiamento. Alla mediazione è affidato il compito di aiutare i genitori coinvolti nel conflitto a divenire coscienti che il disaccordo è solo la parte cosciente di altri sentimenti più profondi, quali: sensi di colpa, ira, rabbia, frustrazioni, senso di fallimento, dove il più delle volte si è  inconsci che tali sentimenti  minano la serenità dall’interno, e che il vivere le relazioni in termini di guerra comporta solo malessere, il cui risultato è dato dalla necessità di rincorrere azioni dirette a penalizzare l’altro ad ogni costo.

Nel percorso di mediazione familiare quindi, si lavora proprio su questa parte non manifesta del conflitto, portandolo alla luce e trasformarlo in risorsa, dove il recupero dell’autostima e del riconoscimento dell’altro come genitore, apre la possibilità alla condivisione della realtà ed alla collaborazione permettendo così di proiettarsi al futuro.

Infatti, gli accordi che si raggiungeranno, saranno rispettosi dei bisogni, riconosciuti e condivisi, di tutti i membri della famiglia, dove la recuperata consapevolezza di continuare ad essere buoni genitori, seppur ex coniugi, dà alla coppia l’opportunità di condividere soluzioni non imposte dal genitore più forte o dall’autorità giudiziaria competente. I benefici della mediazione familiare hanno vantaggi anche a livello sociale: raggiungimento di accordi equi, condivisi e duraturi nel tempo; riduzione dei tempi e dei costi rispetto al percorso giudiziario; riduzione dei disagi di tutti i soggetti coinvolti; maggiore soddisfazione dei figli che sicuramente avranno genitori più sereni e presenti nella loro vita in un contesto di riconoscimento reciproco del loro ruolo genitoriale, non più bambini strumentalizzati e contesi, usati come merce di scambio, dove le conseguenze di tali dinamiche si ripercuotono nella sfera emozionale, affettiva, sociale e di crescita scolastica ed interpersonale, bambini che vivono la separazione dei propri genitori nell’assenza del rispetto al diritto alla serenità ed alla purezza delle emozioni legata alla loro giovane età, bambini che hanno tutto il diritto di credere nella continuità e nella stabilità dei sentimenti. La riassunzione della responsabilità genitoriale tra ex coniugi, in un clima di condivisione di obiettivi, favorisce certamente una più serena crescita psico-fisica dei loro figli restituendo agli stessi dignità, fiducia, autostima e valori.

In un contesto di rispetto delle diverse figure professionali che ruotano attorno alla famiglia in trasformazione, significativa e di primaria importanza è la figura dell’avvocato matrimonialista, dove la sua competenza professionale è necessaria e fondamentale per il buon esito del percorso di mediazione. Infatti, pur prevedendo tale procedura la sospensione del procedimento giudiziario eventualmente in corso, i mediati rimarranno sempre loro clienti ed ogni eventuale suo coinvolgimento rispetto al necessario chiarimento di istituti giuridici che potrà rendersi necessario durante il percorso, non può che infondere sicurezza e serenità rispetto alle decisioni che le parti assumeranno, pur rimanendo, gli avvocati, fuori dal conflitto.  

Raggiunti gli accordi, le parti potranno farli omologare per il tramite dei loro rispettivi avvocati, i quali redigeranno il relativo ricorso se non dopo aver effettuato un controllo di legittimità degli accordi stessi.

La nostra è una esperienza di co-mediazione globale interdisciplinare decennale, dove l’interdisciplinarietà è data dalla presenza di due mediatori di sesso diverso, uno con formazione giuridica e l’altra con formazione umanistica-pedagogica che chiaramente offre alla coppia una garanzia di professionalità in entrambi i settori. La co-mediazione soddisfa anche un altro bisogno che è quello di creare un clima di solidarietà che realizza un naturale equilibrio tra le parti uomo-uomo donna-donna.  La mediazione globale inoltre è un modello di mediazione che permette alla coppia che accetta di fare questo percorso di poter condividere nel setting qualsiasi tipo di conflitto che ritiene necessario voler affrontare.

La passione e l’amore che spinge ad esercitare questa professione è un volano che permette di approfondire aspetti fondamentali insiti nelle relazioni umane quali le dinamiche e le emozioni legate alla elaborazione del lutto, l’esplorazione dei bisogni delle parti nel riconoscimento dei rispettivi ruoli attraverso un percorso di riassunzione della responsabilità genitoriale che permette alle parti di non perdere mai di vista quelli che sono i bisogni dei propri figli, che, costretti a subire le decisioni degli adulti, sono e rimarranno gli unici incolpevoli della separazione dei propri genitori.

              Dott.ssa Teodora Tiziana RIZZO

Pedagogista – Mediatrice familiare – Socia AMI Lecce

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