Non è diseducativo mantenere il proprio figlio con tanti soldi. Lo stabilisce la Cassazione che ha dato ragione a una mamma separata. La signora ha fatto ricorso alla Cassazione dinanzi una sentenza della Corte d’Appello di Firenze che dava ragione al marito spiegando che le spese per le due figlie minorenni (1.100 euro ciascuna) erano eccessive e diseducative.


La Cassazione nella sentenza n. 11538 della prima sezione civile ha stabilito che il mantenimento di un figlio viene prima di tutto, in caso di separazione dei genitori, perché occorre far fronte a una «molteplicità di esigenze» non solo alimentari, ma anche «abitative, culturali, scolastiche, sanitarie, sociali». Per questo un assegno diretto ai figli oltre che alla moglie, anche se elevato, non può essere considerato «diseducativo» per i ragazzini che si ritrovano tanti soldi a disposizione.


Il caso riguarda un padre di Montepulciano (Siena) separato nel 2004. Il Tribunale aveva assegnato l’onere del mantenimento della donna con un assegno di 600 euro mensili più 2.200 euro per le figlie minorenni (1.100 ciascuna), oltre alle spese mediche per metà.


Il papà aveva fatto ricorso alla Corte d’Appello di Firenze e i giudici di merito, ritenendo «eccessivo» il contributo dato per le figlie «che avrebbe finito per avere effetti diseducativi», abbassarono l’assegno a 1.200 euro (600 euro a figlia).


La Cassazione ha accolto il ricorso della mamma rinviando a nuovo giudizio e sottolineando che le motivazioni dei giudici di merito non erano aderenti al «dettato normativo» che impone «di determinare la contribuzione» considerando le esigenze dei figli riguardo al «tenore di vita» avuto fino alla separazione.


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