Sono uscite il 27 febbraio scorso le motivazioni della Sentenza della Corte d’Appello sul caso giudiziario che ha contrapposto il colosso americano e l’associazione Vividown. Il caso ha suscitato molto clamore, anche a causa della delicatezza della materia trattata: all’origine dei fatti, risalenti al 2006, la pubblicazione, su Google Video, di un video amatoriale nel quale alcuni ragazzi picchiano e maltrattano un loro compagno di classe disabile.  La causa era finita in primo grado con la condanna dei dirigenti di Google per violazione della privacy, condanna originale, che indubbiamente aveva scompaginato i punti di vista esistenti sulla materia, ma che aveva già suscitato, tra gli addetti ai lavori, la sensazione di una mancata aderenza alle regole normative vigenti.

Tale mancata aderenza è stata rilevata dalla Corte di Appello, che ha assolto gli imputati sulla base della combinata (e corretta, a giudizio della scrivente) interpretazione del D.Lgs 70/2003 sul commercio elettronico e del vigente Codice privacy. La Corte ha, infatti, dichiarato che per riconoscere la responsabilità di un provider deve sussistere a suo carico un obbligo giuridico di impedire l’evento e quindi, sia una posizione di garanzia, sia la possibilità effettiva e concreta di svolgere un’attività di controllo preventivo sulle attività illecite. Tale controllo non solo è difficilmente attuabile, ma è esplicitamente escluso dalla normativa citata che vincola gli interventi “censori” dei provider alle richieste e segnalazioni dell’Autorità Giudiziaria.

Ugualmente non sostenibile è apparsa alla Corte d’appello la violazione della privacy per trattamento illecito di dati, in mancanza dell’informativa prevista dall’art. 13 del D.Lgs 196/2003 (C.d. Codice Privacy). La Corte ha chiarito che il trattamento di dati riferibile a Google Video non può considerarsi coincidente con il trattamento dei singoli dati contenuti entro il video stesso, riportando, quindi, correttamente, l’obbligo d’informativa a carico dell’uploader, in quanto soggetto che ha la disponibilità del contenuto e lo carica in-line.

In sintesi, quindi, esclusa la responsabilità dei gestori del sito Google Video, chi risponde dell’illiceità del materiale immesso in rete? Naturalmente, dei soggetti che usano la piattaforma messa a disposizione da Google per caricare il materiale: quindi di tutti quei “burloni” (questa sede non ci consente l’uso di un termine più appropriato..) che trovano divertenti video di quel genere e in generale, dei loro genitori o esercenti la patria potestà, che rispondono, loro si, in un rapporto di garanzia, per le azioni e i danni commessi dal minore.

Da questo punto di vista, giuridico e morale, il rapporto genitori-figli passa anche attraverso la condivisione di un’analisi degli strumenti tecnologici, che non sono “giochi”. Non basta l’attenzione a proteggere il minore dalle aggressioni che, attraverso la rete, possono intaccare e minacciare la sua esistenza. E’ necessario anche costruire una coscienza critica del mezzo, proprio nel momento in cui da utente “passivo” il minore diventa soggetto “attivo”, in quanto regista e distributore di materiale (foto, video etc.) raccolto dalle sue esperienze quotidiane.

Tale materiale non è mai neutro, e deve essere formato e utilizzato con una coscienza critica ben definita e con una competenza tecnologica nella quale sono gli adulti i primi a doversi impegnare.

 

Avv. Elena Finotti – sez. territoriale Latina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi i prossimi articoli dell'AMI
Inserisci la tua email:

Poi, inserisci il codice di verifica e completa l'iscrizione. Ricordati di cliccare anche sul link di conferma che riceverai nella tua email.


Commenti agli articoli

No Banner to display



codice rosso

Convegno Ami 29 e 30 Novembre 2019

Congresso AMI 2017

Vi dichiaro divorziati

Gian Ettore Gassani Presidente Nazionale AMI

AMI riconosciuta dal Consiglio Nazionale Forense - Leggi il provvedimento del CNF
Nov
14
gio
15:00 Tutela giuridica, sociale e psic... @ Ancona - Sala ex Consiliare del Comune di Ancona - Largo XXIV Maggio, 1
Tutela giuridica, sociale e psic... @ Ancona - Sala ex Consiliare del Comune di Ancona - Largo XXIV Maggio, 1
Nov 14@15:00–19:00
Tutela giuridica, sociale e psicologica dei minori in caso di adozione e affidamento @ Ancona - Sala ex Consiliare del Comune di Ancona - Largo XXIV Maggio, 1
Evento accreditato dal COA di Ancona con 4 crediti formativi, di cui 1 di deontologia. In via di accreditamento presso l’Ordine degli Assistenti sociali delle Marche. AMI_CONVEGNO-14-11-2019Condividi...Facebook0TwitterLinkedin
Nov
21
gio
15:00 Bullismo e cyberbullismo, i nuov... @ Città di Castello, Salone Gotico del museo del duomo
Bullismo e cyberbullismo, i nuov... @ Città di Castello, Salone Gotico del museo del duomo
Nov 21@15:00–19:00
Bullismo e cyberbullismo, i nuovi volti della violenza tra i giovani @ Città di Castello, Salone Gotico del museo del duomo
Evento in via di accreditamento dal COA di Perugia locandina convegno 21.11.2019Condividi...Facebook0TwitterLinkedin
Nov
29
ven
09:00 XI CONGRESSO NAZIONALE AMI – LE ... @ Residenza di Ripetta - Roma
XI CONGRESSO NAZIONALE AMI – LE ... @ Residenza di Ripetta - Roma
Nov 29@09:00–Nov 30@18:00
XI CONGRESSO NAZIONALE AMI - LE PERSONE NELLA RETE: "CONNESSIONE AD ALTO RISCHIO" @ Residenza di Ripetta - Roma
Scarica AMI_ManiROMA_Unico_ev (3) AMI – XI CONGRESSO NAZIONALE_ev (1) Programma Congresso   EVENTO IN VIA DI ACCREDITAMENTO DALL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA L’AMI (Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la Tutela delle Persone, dei Minorenni e[...]

AMI TV

Iscriviti alla newsletter dell'AMI

Ricevi nella tua casella di posta elettronica tutte le novità dell'AMI.
Rispondi al sondaggio