Una donna cagliaritana di quarantaquattro anni non vede il figlio tredicenne dal marzo dello scorso anno: nonostante il Tribunale dei minori di Bologna lo abbia affidato ai servizi sociali, il ragazzino vive col padre a Piacenza. Tra gli ex coniugi infuria una battaglia giudiziaria.


Lei cagliaritana, lui milanese. Lei è in Lombardia per lavoro, lui per trovare i genitori. Si conoscono, si sposano e si trasferiscono a Monaco dove lui fa il magazziniere. Nasce un bimbo e la coppia si trasferisce prima a Milano poi a Piacenza. La relazione fra i coniugi va presto a rotoli. Lui si rivela aggressivo e violento, lei lo denuncia e va via di casa, in una comunità di suore, col bambino. Non c’è verso di far andare d’accordo i due ex coniugi, neppure in nome di quel figlio che entrambi dicono di amare. È il 2007, il Tribunale dei minori decide per loro: il bambino, nove anni, viene affidato ai servizi sociali ma può vivere con la madre, in Sardegna, a Cagliari. Il padre ha diritto di vederlo nei giorni e nei periodi stabiliti dai giudici. Ma, come spesso accade, al ritorno dalle vacanze l’uomo non riporta il bimbo dalla madre.


L’Unione Sarda.it

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