Rimini, 11 novembre 2011 – Due mogli e un solo marito, perdi più morto. Due donne che ora chiedono entrambe di riscuotere i soldi dell’assicurazione. Un bel dilemma, quello a cui si trova di fronte il giudice civile di Pavia, città dove l’uomo viveva insieme alla seconda consorte. La prima abita invece nel riminese, con il figlio avuto dal ‘marito’.


Protagonista involontario della querelle, un albanese di fede musulmana che nel ’93 sbarca in Italia insieme alla moglie. E’ in fuga dai disordini del suo Paese e qui spera di rifarsi una vita. Nel ’92, i coniugi arrivano a Rimini, lui trova un lavoro come autista e regolarizzano la loro posizione. Gli anni passano, hanno un figlio e intorno al ’96 lui torna per un periodo in Albania. Forse le cose con la moglie non vanno più tanto bene, o forse semplicemente non si fa tanti problemi a innamorarsi e a sposarsi di nuovo. La sua religione glielo consente, ma il fatto è che di lì a poco porta anche questa moglie in Italia. Vanno a vivere a Pavia, con il beneplacido, sembra, della prima moglie. Come da tradizione, l’una sa dell’altra, e in un modo o nell’altro lui riesce a mantenerle entrambe. Ha un altro figlio con la seconda, ed è con questa che di fatto convive. Anche se quando viene a Rimini, pare non abbia nessun problema a frequentrare anche la prima.


Le cose vanno via liscie, fino al 22 settembre del 2006, quando l’albanese, 41 anni, muore in un terribile tamponamento a catena, all’altezza di Tortona. Un evento che lui certo non aveva previsto, quando si era sposato due volte e aveva portato in Italia entrambe le mogli. Un Paese dove la bigamia è reato e che quindi non contempla, ovviamente, una legge che la ‘regoli’. Il fatto è però che entrambe le moglie sono convinte di avere diritto al risarcimento per danni morali che spetta al coniuge, nel caso di una tragedia come questa. L’assicurazione non ha infatti ancora versato una lira a nessuna delle due (anche se i danni in questione devono ancora essere quantificati), non sapendo a chi girare l’eventuale assegno.


Risultato, le due signore sono ora davanti al tribunale di Pavia che dovrà decidere a chi spetterà, per legge, il ruolo di vedova. Un’anticipazione su quello che potrebbe essere il verdetto, il giudice l’ha data però di recente, quando l’avvocato Raffaele Beatrice, che rappresenta la ‘moglie riminese’, ha chiesto per conto della sua cliente un anticipo su quel risarcimento danni. Il magistrato ha risposto picche. Secondo il giudice, la prima moglie non era più convivente da anni, e, scrive nella motivazione, «in ogni caso non è mai stato dedotto che al rapporto di matrimonio che eventualmente non si sia sciolto, corrispondesse una reale situazione di fatto, tale da legittimare la pretesa risarcitoria da perdita del congiunto: necessariamente dunque deve farsi prevalere la condizione di colei che conviveva con la vittima dell’incidente al momento dello stesso».


Il Resto del Carlino

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