“Si tratta di un provvedimento giurisdizionale che  crea
un precedente particolarmente pericoloso perché consacra
il principio secondo cui due genitori anziani non possono
esercitare il diritto/dovere di crescere i propri figli ed
instaurare con essi un vero rapporto di amore
genitoriale”. Così l’Avv. Gian Ettore Gassani,
Presidente nazionale dell’Associazione Avvocati
Matrimonialisti Italiani, commenta la sentenza del Tribunale
per i Minorenni di Torino che ha mandato in adozione una
bimba di 15 mesi sottraendola ai suoi genitori anziani.

“Pur non conoscendo nel dettaglio l’iter processuale di
questa vicenda e l’insieme delle motivazioni che hanno
spinto i giudici minorili torinesi ad emettere un
provvedimento così grave e significativo, – continua il
matrimonialista – emerge in modo preoccupante il super
potere della giustizia minorile nelle vicende familiari, che
si concretizza più in valutazioni etico-morali che su
principi giuridici”. E precisa: “Togliere un figlio a
due genitori deve essere l’extrema ratio e le ragioni di
tale scelta devono fondarsi su gravissimi ed irrimediabili
comportamenti genitoriali. Non può costituire l’età
anagrafica dei genitori una colpa, altrimenti la
giurisprudenza è tenuta, ai fini della certezza del
diritto, a stabilire l’età massima oltre la quale non si
può diventare genitori”.

L’avv. Gassani rammenta: “In molte famiglie italiane del
secolo scorso si mettevano al mondo anche dieci figli ed era
implicito che sussistesse una notevole differenza di età
tra i genitori e gli ultimi geniti. Non per questo la
giustizia minorile dell’epoca ha mandato in adozione
migliaia di bambini. Oggi la famiglia italiana sta cambiando
radicalmente. Ci si sposa più tardi e si diventa madri
anche dopo i 48 anni e oltre e padri dopo i 65”.

“La gente comune – sostiene il Presidente dell’AMI –
somiglia sempre di più ai personaggi dello spettacolo.
Basti ricordare che uomini come Pablo Picasso, Clint
Eastwood, Antony Quinn, Mario Monicelli e tanti altri hanno
messo al mondo i figli durante la loro terza età. Ebbene,
non ci sono notizie di figli di persone ricche e famose che
abbiano perso i figli a causa della loro carta di
identità”.

Secondo Gassani “si può essere genitori eccezionali
anche con i capelli bianchi, pertanto recidere i rapporti
tra genitori anziani e bambini significa violare i diritti
di questi ultimi a
vivere nella loro famiglia di origine e farne parte a pieno
diritto indipendentemente dalle aspettative di vita dei loro
genitori”.

E conclude : “Le adozioni peraltro non sono sempre una
soluzione accettabile e sicura,  atteso che esse molto
spesso si rivelano come dei tragici fallimenti. Pur
rispettando un provvedimento giurisdizionale l’AMI si
augura che la Giurisprudenza, specie quella di
legittimità, sia allinei sempre di più ai nuovi costumi
delle famiglie italiane mettendo da parte teoremi etici,
frutto del personale convincimento del giudice, che spesso
sono in collisione con i diritti e gli interessi dei bambini
a vivere nella loro famiglia di origine, principio sancito
dalle Convenzioni internazionali sui diritti del
fanciullo”.

0 risposte a Avvocati matrimonialisti: no alla selezione anagrafica dei genitori

  • Rosa scrive:

    Forse è un commento affrettato perchè, secondo quanto affermato ieri in tv dalla presidente del Tribunale per i minorenni di Roma, che si era informata dai suoi colleghi di Torino, non è stata l’età dei genitori legittimi e naturali, ma lo stato di abbandono a far decidere per l’adozione

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