Aula Magna della prestigiosa Università LUISS di Roma.

500 persone presenti nella sontuosa Aula Magna di uno degli atenei più famosi del mondo.

Nelle prime quattro file vi erano le autorità, tra cui un’infinità di giudici della Suprema Corte di Cassazione, politici, docenti universitari, rappresentanti del Vaticano, uomini di spettacolo tra cui Massimo Giletti.

E poi tanti giornalisti. TG1, TG2, SKY e tanti giornali nonché l’ANSA.

Tutti ad immortalare un evento di enorme importanza.

Il tema dell’evento è suggestivo ed attuale: ”I conflitti della responsabilità genitoriale”, titolo tratto dal manuale di Simonetta Matone e Anna Maria Fasano, due magistrati di assoluto prestigio.

La sala non è soltanto stracolma, ma è soprattutto attenta, composta, concentrata. Almeno trecento gli avvocati accorsi, molti dei quali orgogliosamente iscritti all’AMI.

Per gli avvocati è un giorno speciale, da ricordare.

Finalmente un’associazione forense organizza un evento in un ateneo per sostenere due magistrati e battaglie di civiltà al cospetto del Ministro della Giustizia.

Segno questo che qualcosa sta cambiando.

Avvocati e magistrati, dunque, finalmente insieme e per sostenere un’unica battaglia, uniti più che mai nel reciproco rispetto e su un piano di assoluta parità.

L’AMI è stata capace di tutto questo con una impareggiabile lungimiranza.

 Pochi minuti prima dell’inizio del convegno compare il Ministro Cancellieri con la sua nutrita scorta, poi l’ex ministro Paola Severino, poi ancora Caterina Chinnici (Capo Dipartimento Giustizia Minorile), Augusta Iannini (Vice Presidente Garante Privacy) e Romano Vaccarella (Professore Ordinario di Diritto Processuale Civile presso “La Sapienza”).

Moderatore il noto mezzo busto del TG2, Maurizio Martinelli.

Ci sono tutti. Nessuna defezione.

Prende la parola per i saluti Antonio Nuzzo, poi tocca al Presidente Nazionale dell’AMI, Gian Ettore Gassani.

Il nostro Presidente ringrazia gli altri organizzatori, descrive brevemente il libro, poi passa all’attacco: “Quella di stasera è una grande occasione per creare la concertazione tra avvocati e magistrati. Dobbiamo rispettarci di più, lavorare insieme per migliorare le cose, dobbiamo fare proposte concrete per cambiare il diritto di famiglia italiano, le nostre leggi, il nostro processo ci tiene lontani dall’Europa.

Negli ultimi quarantatre anni abbiamo avuto almeno sei grandi riforme del nostro diritto di famiglia, ma urgono altre riforme. La famiglia italiana è profondamente cambiata, aumentano le separazioni e i divorzi, diminuiscono i matrimoni, si affacciano prepotentemente le coppie di fatto.

Il nostro è un Paese ingessato, conservatore, che vive su un binario morto rispetto al resto dell’Europa.

Dobbiamo individuare tutele per le coppie di fatto, valutare l’introduzione dei patti prematrimoniali, varare il Tribunale per la Famiglia.

Lo Stato italiano sta sottovalutando il fenomeno allarmante del turismo divorzile degli Italiani che vanno all’estero per esercitare in tempi rapidissimi il loro diritto di divorziare”.

L’intervento è stato deciso, di grande rilevanza politica, applauditissimo dall’intera Aula Magna.

Poi il dibattito. Tutti i relatori hanno ammesso il collasso del nostro sistema e la necessità di riforme urgenti.

Quella di ieri è stata una pagina importante per l’intera classe forense.

Ancora una volta è l’avvocatura a farsi promotrice di rivoluzioni radicali sia sul piano giuridico che culturale.

Tale momento segna l’inizio di un nuovo percorso e di un nuovo modo di sostenere battaglie che devono essere condivise da tutti, data la loro  importanza.

Roma, il 4 dicembre 2013

LA REDAZIONE

 

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