ADOZIONI INTERNAZIONALI – GIOVANARDI HA TORTO


EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA


 


Ieri la nostra Associazione ha assunto una posizione contro la mentalità di alcune coppie di aspiranti genitori nostrani, proiettata all’adozione del “bambino perfetto” (bianco, biondo, occhi azzurri, sano e piccolo di età e maschio…).


 


La situazione  delle adozioni internazionali nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti.


Pur ammettendo con forza che la stragrande maggioranza delle coppie italiane che scelgono di adottare sia vocata all’altruismo, è innegabile che esista una minoranza numerosa che interpreta l’adozione come l’acquisto del bambino su misura.


 


I dati di questo fenomeno sono stati offerti proprio dalla CAI.


La maggioranza dei bambini adottati proviene dall’Est Europeo (Russia ed Ucraina in primis).


Il 29% dei decreti di idoneità all’adozione internazionale, emessi dai Tribunali per i Minorenni nel 2008 sono stati “mirati”, cioè hanno indicato etnia, colore della pelle, età e condizioni di salute dei minori da adottare.


Per arginare questo “mercato” la Suprema Corte di Cassazione, a seguito di un ricorso dell’AIBI, nel giugno scorso ha emesso la sentenza n. 13332, attraverso la quale ribadiva il principio che non può essere consentito ad un Giudice minorile o ad una coppia scegliere un bambino in base alla sua etnia.


C’era bisogno della Suprema Corte per capirlo!


Ancora. Sempre la CAI ha divulgato il dato secondo cui quasi il 60% dei bambini adottati in Italia è di sesso maschile.


 


Inoltre emerge un altro dato allarmante:la maggioranza delle adozioni avviene nelle regioni più ricche (dati i costi assurdi per adottare a livello internazionale).


Ma allora di cosa parliamo?


 


Giovanardi, Presidente della CAI, pur non essendo stato tirato in ballo, ha apoditticamente esternato sconcerto nei confronti di tale analisi, negando il fenomeno da noi denunciato, spingendosi irriguardosamente a dichiarare: “Gassani non sa quel che dice, la Cassazione ha pronunciato quel verdetto rispetto ad un solo caso”.


 


Giovanardi ha torto.


Se il 29% dei decreti nel 2008 e nel 2009 è stato mirato, è evidente che la Cassazione con la predetta sentenza ha sancito un principio per tutti e non per uno caso singolo.


E’ forse Giovanardi che non sa quel che dice. Eppure nessuno aveva messo in discussione l’operato della CAI.


Dunque perché allora, la Cai ha reagito in questo modo? Con tanta virulenza rispetto ad una analisi che, invece, in linea di principio avrebbe dovuto trovarla d’accordo? Gli antichi romani, in determinati casi, erano soliti affermare ‘excusatio non petita accusatio manifesta’   


 


Sarebbe il caso di uscire dal pantano delle ipocrisie. Anche quando il decreto di idoneità non è mirato, la coppia può scegliere l’etnia del minore conferendo incarico all’Ente che opera in una determinata area del pianeta.


E’ accettabile tutto questo?


E come mai la maggioranza dei bambini adottati è di sesso maschile?


Lo sapete che la maggioranza dei bambini rinchiusi negli internat o abbandonati per strada è di sesso femminile?


Le battaglie dell’AMI sono note e a molti iniziano a dare fastidio perché, fuori da ogni ragionamento e logica politica da cui l’AMI prende le distanze, vanno a toccare gli interessi di gente senza scrupoli o la suscettibilità di ignoranti in materia.


Da sempre sosteniamo che l’adozione – che è una scelta d’amore e di coraggio – non può essere a pagamento. Deve essere no cost!


 


Perché garantiamo ai mafiosi il gratuito patrocinio a spese dello Stato e non facciamo altrettanto con chi vuole dare amore attraverso l’adozione?


Le adozioni vere sono quelle a “scatola chiusa”, senza possibilità di scegliere il bambino che verrà, proprio come in una gravidanza naturale.


 


Se non cambiamo questo andazzo, saremo complici tutti della compravendita dei bambini perfetti: un modo come un altro per garantire all’Occidente di continuare a colonizzare i Paesi più poveri anche attraverso adozioni chirurgicamente selezionate.


 


Lunedì 13 dicembre 2010


AMI NAZIONALE                

0 risposte a Adozioni internazionali – Giovanardi ha torto

  • Adele Falcetta scrive:

    Condivido in pieno! Quando mio marito ed io stavamo per presentare la domanda di adozione, molti amici e parenti ci consigliavano di orientarci verso un bimbo dell’Est, perchè “hanno gli occhi chiari, i capelli biondi”… Noi, invece, abbiamo adottato “a scatola chiusa”, e ne siamo felici.
    E nella mia vita professionale, mi capita di incontrare coppie che cercano il figlio perfetto. In tal caso, cerco di indirizzarle verso un percorso che le porti a comprendere cosa è, veramente, l’adozione.

  • Guzzardi Rosaria scrive:

    Siamo, da oltre 16 anni, una coppia di genitori adottivi, abbiamo adottato con la vecchia normativa e abbiamo adottato a scatola chiusa, tant’è che nostra figlia è di colore ma per noi era ed è la più bella. Oggi che ha compiuto 18 anni è il nostro orgoglio, la nostra gioia e la gioia di tutti i familiari. Abbiamo vissuto momenti difficili, determinati dalle condizioni di salute della piccola, all’epoca di appena 2 anni e 3 mesi che pesava 10 chili con tutti i vestiti ed era molto cagionevole di salute. Oggi è una ragazza sana e forte, solare, felice e amata da tutti e tutti siamo pienamente ricambiati. Con mio marito siamo fermemente convinti che i figli non si scelgono, i figli sono grazia di Dio e il nostro compito di genitori adottivi è quello di crescerli con amore, educarli e mai nascondere le loro storia e la loro origine perchè e di questo siamo convinti: là dove c’è amore c’è la verità e viceversa. Tengo a precisare che sono un’Assistente Sociale, socia AMI e preparo le coppie al percorso adozionale e spesso lungo tale percorso molte coppie preferiscono rinunziare perchè ritengono l’impegno derivante dall’atto di amore per antonomasia, quale la scelta adozionale, troppo gravoso e carico di impegni che non si sentono di affrontare o meglio di abbracciare, come se crescere con amore un figlio, sia esso adottivo che biologico sia una passeggiata.
    Cordialmente Rosaria Guzzardi

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