È quanto pagavano i marocchini a un ottico palermitano condannato a tre anni e quattro mesi


PALERMO – Diecimila euro per un permesso di soggiorno ottenuto attraverso il falso matrimonio con una italiana. Tanto pagavano i marocchini a Mirko Occhipinti, l’ottico palermitano, accusato di essere a capo dell’organizzazione e condannato questa mattina a tre anni e quattro mesi dal gup di Palermo Riccardo Ricciardi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Hanno patteggiato la pena due donne coinvolte nell’organizzazione: Rosa Cocuzza, a un anno e otto mesi, e Veronica Giaconia a un anno. L’operazione denominata “Casablanca”, in cui nel 2010 finirono i manette Occhipinti e quattro donne, è stato il primo step di un’indagine più vasta che nei giorni scorsi ha portato ad altri 14 arresti tra cui la moglie dell’ottico, Samira Akkacha. Le indagini che condussero al primo blitz sono partite nel 2009, quando un cittadino marocchino si è presentato all’ufficio Immigrazione per formalizzare il proprio ricongiungimento con la coniuge palermitana. La copia del matrimonio celebrato in Marocco, tradotto e legalizzato dal Consolato Generale in Italia con sede a Casablanca, ha fatto però nascere dei dubbi ai funzionari sulla reale convivenza dei coniugi, anche perché la moglie del marocchino, agli atti del Comune di Palermo, risultava essere già coniugata con altri due cittadini marocchini. Da qui ha avuto inizio la vasta indagine durata quasi due anni. A raccontare alcuni particolari dei matrimoni è stato Occhipinti durante gli interrogatori in carcere a ma è stata determinante anche la confessione di un cittadino marocchino, in realtà vittima del raggiro, che ha deciso di collaborare con la polizia dopo avere constatato l’impossibilità di ottenere il permesso pur avendo pagato settemila euro.


Corriere del Mezzogiorno.it

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